La città catalana è un vero unicum storico e ambientale del nord Sardegna.
Fondata dai Genovesi nell'XI secolo, Alghero divenne una colonia catalana nel 1354.
Ancora oggi i suoi abitanti parlano il dialetto catalano e le vie del centro storico sono indicate con nomi in lingua italiana e catalana.
La dominazione aragonese - spagnola durò fino al 1720.

Che Alghero sia "città catalana" è evidente non solo per via della lingua, delle tradizioni, dei costumi, della gastronomia, ma anche per i suoi bellissimi monumenti in stile gotico-catalano con influenze architettoniche arabe. Ne ricordiamo alcuni:

- gli elegantissimi campanili e la Cattedrale dedicata a S.Maria (XVI secolo), che si suppone sia l'adattamento di una preesistente moschea araba;

- la chiesa e il chiostro di San Francesco , costruiti nel '400;

- la Casa Doria, residenza dell'antico governo;

- il bel palazzo d'Albis sulla Piazza Civica, esempio di architettura gotica del secolo XVI con monofore e bifore;

- la chiesa di San Michele , (XVI secolo) con la famosa cupola rivestita da maioliche policrome;

- Le imponenti torri d'avvistamento e i bastioni eretti a difesa della città racchiudono il centro storico, la cosiddetta "città murata".


Curiosità: quando Carlo V sostò nella città

Il palazzo d'Albis fu residenza del governatore della città e sede temporanea del viceré dell'isola. Il palazzo, di proprietà degli omonimi proprietari, ospitò nel 1541 l'imperatore Carlo V, di passaggio ad Alghero durante la spedizione contro Algeri. Si narra che l'imperatore, affacciatosi ad una delle finestre del palazzo, abbia definito la città " Bonita por mi fè, y bien asentada": questa frase, di difficile traduzione, significa più o meno "graziosa, carina e collocata in un'eccellente posizione".